La Babushka mania non arresta la sua corsa e anche nel 2026 sarà dominante in estate: addio al cappellino di paglia sulla spiaggia.
Immagina di ritrovarti stesa sul tuo telo mare, bagnata ancora dalla meravigliosa acqua cristallina di una delle coste marine italiane, intenta a prenderti il sole di mezzogiorno cocente. Per la tintarella questo e altro, anzi, si abbonda di protezione solare e ci si espone in direttissima sotto i raggi solari, anche se spesso è solo il cappello di paglia a salvarci.

Quello che, oltre alla sua utilità, negli anni è diventato il simbolo per eccellenza di tutte le vacanze italiane: piccolo, medio, grande, realizzato a mano, con inserti gioiello o classici di nastri più o meno spessi a decoro su bordo interno o esterno.
A prescindere dalle generazioni, il cappello di paglia è riuscito a proteggerci e a conferire ai look estivi quel quid in più tipico di tutta l’Italia nell’immaginario comune cinematografico. Eppure, già nel 2024 avevamo potuto notare uno ‘strano fenomeno‘. Quel cappellino così duro da abbandonare iniziava a lasciare il posto al fazzoletto annodato sotto il mento.
Ed ecco che nel 2025 e anche in questo 2026 quasi arrivato a metà del suo tempo, ritroviamo la Babushka mania e non ha intenzione di deluderci.
Cos’è la Babushka mania e perché ti farà impazzire
Prima ancora di parlare di Babushka mania, bisogna innanzitutto capire cosa significhi questa strana parola che forse avrai sentito nominare solo da Kate Bush grazie alla sua hit Babooshka del 1980.
Il termine è russo e solitamente si usa per esprimere il concetto di nonna o donna anziana, che portava questo fazzoletto triangolare sul capo e rigorosamente annodato sotto il mento per evitare che il vento potesse spostarlo. Ben presto il riferimento divenne fashion e da qui il babushka diventò ufficialmente il fazzoletto da testa.
La Regina Elisabetta ne fece un tratto distintivo associandolo spesso ai suoi classici tailleur, ma anche figure come quelle di Audrey Hepburn e Marilyn Monroe ne trassero un grande beneficio estetico (le foto più belle delle attrici sono proprio quelle in cui indossano un babushka). Negli ultimi anni il clima estivo e i vari look di stagione avevano sposato appieno l’uso del cappello di paglia, sia negli outfit maschili sia femminili.
La comodità? Una grande versatilità: il color paglia difatti riesce ad abbinarsi a molti look in bianco, in beige, in rosso, ma anche in blu e azzurro. Ma già nel 2025 e adesso anche in quest’estate 2026, il babushka è pronto a codificare le scelte stilistiche femminili, obbligando proprio il cappello ad abdicare dal suo trono fashion.
Come indossare il babushka e perché: differenziarsi conviene
La regola predefinita dell’uso del babushka è una…non avere affatto regole. Questo fazzoletto puoi, anzi devi indossarlo come più ti piace e come meglio credi perché non prevede volumi, visiere, tomaie che debbano necessariamente adattarsi al tuo capo. Anzi, a conti fatti usarlo ti permette di differenziare parecchio qualsiasi stile tu scelga.
È una scelta di valore.
Un cambio di prospettiva.
Mentre il cappello ti obbliga in alcuni contesti a lasciare libero il capo, il babushka diventa un tutt’uno sia con il tuo look, sia con i contesti: puoi indossarlo persino in un localino sfizioso a fare aperitivo con un pareo o un abito in lino morbido e svasato.
Il babushka come gioco seduttivo
Negli anni il babushka ha ridefinito moltissimo le sue capacità: da semplice capo destinato a una generazione anziana a fulcro di stile per le attrici hollywoodiane anni 60, arrivando negli anni 90 a dominare una scena élite di chi la moda potesse permettersela e sfoggiarla con grande enfasi. Adesso invece il fazzoletto sulla testa ti permette sia di dominare un look prettamente casual, sia di sfruttarlo come arma di seduzione.
Immaginati la scena: hai un meraviglioso abito scollato a V, spalle scoperte e colorate dall’abbronzatura, indossi un paio di occhiali tondi fumé e un fazzoletto annodato sotto il mento color rosa antico, ma anche burgundy, cognac, marrone dato che sia la nuance del momento.
Abbassi gli occhiali, hai appena adocchiato la tua conquista e voilà: sfili il nodo al di sotto del mento, poggi il babushka sul tavolino accanto allo Spritz e porti su un lato la tua chioma ancora umida dall’acqua salmastra. Il risultato è garantito, il tuo gioco è appena iniziato.
Un babushka è per sempre.
Un capello di paglia, ad oggi, non lo è più.




